Osteopatia

“Piuttosto che applicare una forza cieca dall’esterno, bisogna permettere alla funzione fisiologica dell’organismo di manifestare tutta la sua ineffabile potenza.”
W. G. Sutherland

 

osteopatiaIn Italia, fino a non molto tempo fa, l’osteopatia non aveva una collocazione precisa nel panorama delle professioni sanitarie. L’opinione generale sulla figura dell’osteopata andava da ‘massaggiatore’ delle ossa a santone in grado di curare in un batter di ciglia un torcicollo o un mal di testa ricorrenti da anni. Disciplina ormai matura, l’osteopatia nasce negli Stati Uniti nel 1874 ad opera di Andrew T. Still, medico di frontiera deluso dalla assai rudimentale medicina dell’epoca, dimostratasi incapace di far fronte a un’epidemia che gli portò via in pochi giorni moglie e quattro figli, lasciandolo solo ad interrogarsi sulle ragioni di un evento così brutale. Essendo un uomo profondamente religioso, giunse alla conclusione che Dio doveva avergli inflitto una tale disgrazia perché voleva che si rendesse conto di quanto inadeguata fosse la preparazione dei medici del tempo: si mise perciò all’opera per migliorarla. Dopo più di un decennio di peregrinazioni e studi, nel 1892 era pronto ad aprire la prima clinica osteopatica della storia, a Kirksville. Tale era l’efficacia dei suoi trattamenti e di quelli dei suoi studenti, che in pochi anni il numero dei pazienti aumentò così tanto che la ferrovia, che prima passava a trenta chilometri da Kirksville, fu smontata e spostata, perché passasse in città. Negli Stati Uniti la formazione accademica in osteopatia venne presto equiparata a quella in medicina, e così è al giorno d’oggi, dove gli osteopati possono proseguire gli studi in una specializzazione medica, e viceversa.

In Italia, dove pure è arrivata da poco, sempre più pazienti si rivolgono all’osteopatia convinti dall’approccio sistemico e naturale al problema, e da una disciplina che non si accontenta di porre rimedio al dolore nella sua manifestazione locale, come può essere ad esempio una contrattura ai muscoli del collo o un ginocchio dolorante, ma ne ricerca le cause e gli squilibri profondi, consapevole del fatto che solo risolvendoli alla radice si potrà consentire all’organismo di tornare alla propria condizione di salute. Una terapia osteopatica, quindi, si accompagna agevolmente alla Dentosofia: si potrebbe anzi definire ‘terapia osteopatica’ essa stessa, perché condivide i princìpi cardine su cui l’osteopatia si basa, primo fra tutti quello che definisce l’individuo come unità di corpo, mente e spirito. Entrambe le discipline, inoltre, basano le proprie cure sul presupposto fondamentale che l’organismo possiede capacità di autoguarigione, autoregolazione e conservazione della salute, e entrambe creano gli stimoli e le condizioni adeguate affinché queste qualità si manifestino, quando le terapie vengono ben integrate, in tempi sorprendentemente brevi.

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